Prossimamente (più o meno) in sala: Sfida Senza Regole (Righteous Kill)/The Fall
September 26th, 2008Righteous Kill (Sfida Senza Regole nella discutibile traduzione italiana) è il film interpretato da Robert De Niro e Al Pacino, che li vede tornare insieme sul grande schermo a più di 10 anni da Heat, dove però condividevano soltanto una scena. Questo thriller, diretto da Jon Avnet (Pomodori Verdi Fritti) è la storia di due poliziotti newyorkesi, compagni di lavoro da sempre, che si ritrovano a dover investigare sull’omicidio di un pappone, un caso apparentemente legato a qualcosa che credevano di aver risolto. Questo li porterà a mettersi alla ricerca del killer e a scoprire che si tratta di qualcuno che decide di far passare all’altro mondo tutti coloro che, pur avendo colpe, sono riusciti a farla franca grazie a cavilli o a buchi del sistema giudiziario. E i due cominceranno a dubitare della colpevolezza di chi avevano arrestato diversi anni prima. E’ davvero un crimine contro il bel cinema che due miti del grande schermo come De Niro e Pacino (il mio attore preferito, non dimentichiamolo) siano utilizzati in un thriller degno di quelli trasmessi il Sabato sera su Rai 2 o in seconda serata su Italia 1. Il film di Avnet, sceneggiato da Russell Gewirtz, che aveva mostrato davvero di saperci fare con lo script di Inside Man (ma che qui sembra essersi davvero perso), è davvero deludente, sotto ogni punto di vista. Il cosiddetto “colpo di scena” si intuisce praticamente un paio di minuti dopo l’inizio della pellicola, tanto che non si vede l’ora che tutto finisca per capire se l’intuizione è stata corretta oppure no (tranquilli, sarà proprio quella…). A corredo di questa sceneggiatura da bocciatura c’è anche una regia piatta, banale e priva di ogni capacità di dare ritmo al film, che risulta noiosissimo pur durando soltanto un’ora e mezza. A nulla serve nemmeno la presenza del dinamico duo, che risulta quasi surclassato, a livello recitativo (Pacino poi, verso la fine, gigioneggia che è un piacere), dalla breve parte interpretata da Curtis Jackson, 50 Cent per gli amici, che si rivela l’unica sorpresa della pellicola. Nemmeno la poliziotta amante del sado-maso interpretata da una sempre sexy Carla Gugino riesce a dare la scossa a un film morto in partenza, che avrebbe potuto tranquillamente saltare l’uscita cinematografica per finire dritto su DVD. Il “più o meno” presente nel titolo del post, poi, è dovuto, visto che la pellicola esce oggi nelle nostre sale, anche se io ho avuto modo di vederla un paio di giorni fa. Non potevo però esimermi dal non recensirla, tanto per consigliarvi cosa NON andare a vedere questo weekend. Bocciato senza remore.
The Fall rappresenta invece il ritorno sul grande schermo di Tarsem Singh, il regista di origine indiana responsabile di uno dei film visivamente più belli di tutta la storia del cinema, The Cell (che purtroppo, a livello di sceneggiatura, faceva veramente acqua da tutte le parti) e di numerosi clip musicali e spot pubblicitari, tra i quali vanno segnalati Losing My Religion dei R.E.M. per la prima categoria e un paio di spot per la Campari (ve lo ricordate quello della donna che sembra uomo e dell’uomo che sembra invece una donna? ecco, lui ne era il regista) per quanto riguarda la seconda. Se c’è una cosa che non si può negare, è l’incredibile talento visivo del buon Tarsem, che si dimostra ai massimi livelli anche in questa pellicola, liberamente ispirata a un film bulgaro del 1981, tale Yo Ho Ho, che è la storia di uno stuntman che, nella Los Angeles degli anni ‘20, rischia di restare paralizzato in seguito a una caduta fatta per impressionare la sua ragazza e che si ritrova così in ospedale, dove fa amicizia con una bambina, alla quale racconterà una serie di favole, rigorosamente inventate, che hanno come protagonisti 5 eroi provenienti da luoghi completamente agli antipodi. Pian piano, la linea che separa realtà e fantasia comincerà a farsi sempre più labile, con conseguenze non proprio piacevoli per i due protagonisti. Girato nell’arco di 2 anni in ben 18 paesi diversi, il film di Tarsem è, come prevedibile, una vera gioia per gli occhi: ogni sequenza potrebbe essere paragonabile a un quadro da quanto risulta perfetta, quasi dipinta, sullo schermo. Questa volta, però, c’è anche una certa trama a supportare il film, che si snoda parallelamente su due piani “storici” diversi, complementari l’uno all’altro, che riescono letteralmente a incantare lo spettatore, grazie anche all’aiuto dell’incredibile impianto scenico. Il protagonista Lee Pace (Pushing Daisies) è perfettamente tagliato per la parte dell’eroe, ma la vera sorpresa è rappresentata dall’11enne rumena Catinca Untaru (che aveva 7 anni al momento delle riprese), a dir poco incredibile per l’umanità che riesce a dare al suo ruolo, dovuta anche ad alcuni trucchetti utilizzati dal regista (che ha spacciato Pace per paraplegico per quasi tutta la lavorazione del film, ottenendo reazioni incredibilmente autentiche dal resto del cast). Aggiungiamoci poi che la bimba non sapeva parlare inglese e che ha imparato tutte le sue battute a memoria, rendendo ancora più reale il suo personaggio. La pellicola di Tarsem è una vera e propria esperienza, che andrebbe assolutamente vista sul grande schermo. Considerando che difficilmente il film arriverà nelle nostre sale, nonostante il patrocinio di Spike Jonze e David Fincher, se avete una televisione da un bel po’ di pollici, resterete molto soddisfatti anche vedendolo in alta definizione, dove potrete ammirare ogni sfumatura dei quadri in movimento dipinti dal regista di origine indiana. Imperdibile.
