Sì, la vita è tutta un quiz: il ritorno
May 15th, 2008Il video podcast di questa settimana non c’entra nulla con il contenuto del post. E’ un semplice consiglio musicale, ma volevo darlo in modo relativamente creativo. Detto questo, guardatevelo (per la versione HD, cliccate sul link sottostante) e poi continuate a leggere.
E’ da un bel po’ di tempo che non parlo delle serate passate al pub a “giocare” a Dr. Why. Principalmente, per due motivi: a causa degli impegni e delle trasferte lavorative, le uscite al pub si sono purtroppo ridotte drasticamente, ma soprattutto non si è più vincenti come una volta. Anzi, direi che su 10 serate, sono riuscito a terminare al primo posto soltanto in un caso (e quando le cose vanno male, si cerca sempre di tenerle celate
). Vuoi per la stanchezza, vuoi perché è cambiata la formula della manche finale, che io soffro particolarmente, vuoi perché in 1/2 contro grupponi da 6/8 persone non è comunque facile prevalere, vuoi per tutte le altre ragioni, ma non si riusciva più a vincere, nè a Cesena, nè a Forlì, nè in quella manciata di volte in cui si è andati a Rimini. Non sopporto le finali corte, perché sono troppo aleatorie. L’organizzazione ha deciso di farle per dare la possibilità anche a quelli che non vincevano mai di farlo, ma così ha sfavorito chiaramente quelli che, come il sottoscritto, puntano sulla cultura e su quello che conoscono per finire primi. Certo, a giocare ci si va sempre ben volentieri, però chiaramente quando si è abituati a vincere e non si riesce più a farlo, il divertimento diminuisce (sono umano anche io, dopo tutto
).
L’obiettivo “stagionale” (cazzo, manco fosse uno sport
) era quello di qualificarsi per la finale regionale, che si sarebbe tenuta al Teatro Verdi di Cesena, un ex-cinema/teatro trasformato in discoteca (che spreco), il 10 Maggio. Lo scorso anno si era giunti a questo evento, che però si era disputato a Imola, con grandi aspettative, visto che tutte le serate precedenti, nei vari locali, erano state vinte. In finale, però, non era andata così bene, visto che a causa di una serie di errori dovuti al nervosismo e all’agitazione, si era finiti a metà classifica. Quest’anno, considerando quanto schifo avevo fatto da Febbraio in poi, le aspettative erano decisamente inferiori, tanto da arrivare al Verdi estremamente pessimisti e convinti di un altro pessimo risultato (e voi direte: che c’è di diverso dal tuo solito modo di pensare? Assolutamente nulla…
).
L’ambientazione, quest’anno, era decisamente affascinante. Due grossi schermi sul palco che consentivano un’ottima visuale a tutti, tavolate con le varie squadre disposte sia sul parterre che sui due piano di balconate. Come lo scorso anno, eravamo in 12, anche se c’è stato un po’ di “reshuffling” tra i componenti del gruppetto con cui sono andato a giocare. Una pulsantiera era gestita in modo dittatoriale, come sempre, dal sottoscritto, mentre l’altra dall’amico blogger, enigmista e scrittore Stefano (il suo libro umoristico “Sempre Cara Mi Fu Quest’Ernia al Colon“, merita non poco), che tra l’altro ha recentemente partecipato al quiz L’Eredità, finendo però eliminato per via di una risposta sbagliata. L’organizzazione, poi, decide di tendermi un altro tranello, proponendo una formula diversa per la serata rispetto a quella prevista, utilizzata anche lo scorso anno. Non più 50 domande secche inedite, ma una prima manche da 40 domande, dalla quale sarebbero uscite soltanto 10 pulsantiere, seguita da un’altra da 10 domande, che ne avrebbe qualificate altre 20. Le 30 pulsantiere rimaste avrebbero così disputato una finale da 10 domande, con i primi 10 premiati. Gran parte della sala (e anche gran parte del mio tavolo purtroppo… pure loro mi remavano contro…
), visto che c’era la possibilità di scegliere, ha votato per questa nuova modalità, mentre io facevo parte della minoranza che preferiva quella vecchia. E il modo in cui sono andate le cose dimostra che avevo ragione.
La situazione configuratasi dopo le prime 10 domande seguiva perfettamente le mie previsioni nefaste. Eravamo infatti nella parte bassa della classifica, tra il 35° e il 45° posto (le pulsantiere con cui giocavamo erano due, una ogni 6 giocatori), a causa di una serie di errori madornali. Io però sono un diesel e comincio a carburare dopo un po’, per questo soffro da morire le manche corte. Dall’11a domanda in avanti, infatti, è cominciata una lenta progressione che mi ha portato a trascinare sia la mia che l’altra pulsantiera al quarto e al quinto posto, ottenendo subito la qualificazione per la finale. Con una manche secca da 50 domande, diciamo che il primo posto sarebbe stato abbastanza scontato, visto il tremendo calo che hanno avuto le altre pulsantiere nella parte finale (aggiungo che si è arrivati a 500 punti dai primi, bastava non rispondere stupidamente in modo errato a una domanda relativamente facile). E’ poi un peccato non essere arrivati primi in questa manche di qualificazione. La vittoria, infatti, avrebbe consentito di ottenere un viaggio pagato, con albergo annesso, per le finali nazionali del gioco, che si terranno a Roma all’inizio di Giugno.
Il primo obiettivo, quello di entrare in finale, è stato così inaspettatamente raggiunto. Certo, potrei dire che ci contavo, ma il mio pragmatismo, unito al solito pessimismo leopardiano, mi imponeva una cautela estrema. Ero però notevolmente preoccupato per la finale, considerando che sarebbe stata cortissima, con sole 10 domande, un limite che io soffro particolarmente. E dopo le prime due domande, infatti, non è che la situazione fosse delle più rosee, visto che si bazzicava intorno all’ultima posizione. Per fortuna, dopo le cose sono cambiate, tanto che si è riusciti a risponderle tutte. La mia pulsantiera, alla fine, è riuscita ad arrivare quarta, a soli 300 punti dal vincitore, mentre l’altra, a causa di una risposta avventata, data senza seguire le mie “direttive”
, è entrata in zona premio per il rotto della cuffia, classificandosi decima. Abbiamo così vinto due cene da 6 persone, che si trasformeranno probabilmente in una cena da 12, che organizzeremo non so quando. Con molta sincerità, però, devo anche dire che quella sera, le mie palle giravano vorticosamente per non aver vinto. Bastava infatti rispondere un po’ più velocemente ad un paio di quelle domande per recuperare quei 300 punti che mi separavano dalla vittoria del viaggio in Sardegna (mi bastava anche il premio per il secondo posto, quello in Puglia). Vabbè, poco male, alla fine la serata è stata divertente ed è andata meglio di quanto ci si aspettava.
E da un certo punto di vista, forse, è meglio così, perché la vittoria di un viaggio avrebbe sicuramente mandato a catafascio i miei piani per le vacanze di questa estate. Come avevo già detto, infatti, ho intenzione di passare le mie due settimane di ferie ad Agosto in parte in una capitale europea e, per il resto, isolato in montagna a scrivere. In questi giorni ho cominciato a dare un’occhiata agli alberghi di Stoccolma, la città dove voglio passare le prime quattro giornate di vacanza. La Svezia mi incuriosisce parecchio come posto e intendo andarci, senza amici (che mi avrebbero sicuramente dato buca all’ultimo momento), per dare un’occhiata al luogo. Ah, non vado là per le svedesi… anzi, voglio addirittura sfatare un mito. Si dice che le bellissime scandinave vadano pazze per gli italiani e tendano a buttarcisi sopra a pesce quando ne trovano uno. Bene, sono disposto a scommettere anche cifre piuttosto ingenti sul fatto che, con me, le svedesi, non ci proveranno nemmeno. Io non scommetto mai, ma in questo caso sono talmente sicuro di vincere che lo farei volentieri.
Gli altri 10 giorni voglio invece passarli in qualche paesino dell’appennino romagnolo. Uno dei weekend scorsi sono stato su a dare un’occhiata a una manciata di appartamenti che potrebbero ospitarmi in quel periodo. E’ mia intenzione portarmi dietro soltanto il mio PC portatile e il cellulare, per eventuali emergenze, e restare lontano dal caos che ci sarà qui giù al mare ad Agosto. Ritengo infatti sia venuto il momento di scrivere l’episodio pilota di The Twelve, serie che potrebbe essere considerata un mix tra Lost, Twin Peaks e Il Codice Da Vinci, concepita un paio di anni fa per un’azienda che mi aveva richiesto alcune idee seriali, bocciata ai tempi per ragioni di costi, che però io ho sviluppato mentalmente nel corso di questo biennio, modificandola anche in modo abbastanza radicale rispetto al concept originale. E adesso è venuto il momento di buttare giù la “character bible”, ossia la presentazione di tutti i personaggi e di scrivere un episodio pilota. Le idee sono piuttosto chiare e l’unico modo per riuscire a buttarle giù in maniera efficace è quello di farlo nella pace e nella tranquillità che l’ambiente montuoso riesce a dare. Molto probabilmente, però, aspettero fine Luglio/inizio Agosto per chiedere l’appartamento in affitto, perché non vorrei perdere l’ispirazione e trovarmi a passare 10 giorni tra i monti senza riuscire a fare nulla. Staremo a vedere. ![]()
