Sì, la vita è tutta un quiz: il ritorno

May 15th, 2008

Il video podcast di questa settimana non c’entra nulla con il contenuto del post. E’ un semplice consiglio musicale, ma volevo darlo in modo relativamente creativo. Detto questo, guardatevelo (per la versione HD, cliccate sul link sottostante) e poi continuate a leggere.

http://www.vimeo.com/1018833

E’ da un bel po’ di tempo che non parlo delle serate passate al pub a “giocare” a Dr. Why. Principalmente, per due motivi: a causa degli impegni e delle trasferte lavorative, le uscite al pub si sono purtroppo ridotte drasticamente, ma soprattutto non si è più vincenti come una volta. Anzi, direi che su 10 serate, sono riuscito a terminare al primo posto soltanto in un caso (e quando le cose vanno male, si cerca sempre di tenerle celate :asd: ). Vuoi per la stanchezza, vuoi perché è cambiata la formula della manche finale, che io soffro particolarmente, vuoi perché in 1/2 contro grupponi da 6/8 persone non è comunque facile prevalere, vuoi per tutte le altre ragioni, ma non si riusciva più a vincere, nè a Cesena, nè a Forlì, nè in quella manciata di volte in cui si è andati a Rimini. Non sopporto le finali corte, perché sono troppo aleatorie. L’organizzazione ha deciso di farle per dare la possibilità anche a quelli che non vincevano mai di farlo, ma così ha sfavorito chiaramente quelli che, come il sottoscritto, puntano sulla cultura e su quello che conoscono per finire primi. Certo, a giocare ci si va sempre ben volentieri, però chiaramente quando si è abituati a vincere e non si riesce più a farlo, il divertimento diminuisce (sono umano anche io, dopo tutto :D ).

L’obiettivo “stagionale” (cazzo, manco fosse uno sport :D ) era quello di qualificarsi per la finale regionale, che si sarebbe tenuta al Teatro Verdi di Cesena, un ex-cinema/teatro trasformato in discoteca (che spreco), il 10 Maggio. Lo scorso anno si era giunti a questo evento, che però si era disputato a Imola, con grandi aspettative, visto che tutte le serate precedenti, nei vari locali, erano state vinte. In finale, però, non era andata così bene, visto che a causa di una serie di errori dovuti al nervosismo e all’agitazione, si era finiti a metà classifica. Quest’anno, considerando quanto schifo avevo fatto da Febbraio in poi, le aspettative erano decisamente inferiori, tanto da arrivare al Verdi estremamente pessimisti e convinti di un altro pessimo risultato (e voi direte: che c’è di diverso dal tuo solito modo di pensare? Assolutamente nulla… :D ).

L’ambientazione, quest’anno, era decisamente affascinante. Due grossi schermi sul palco che consentivano un’ottima visuale a tutti, tavolate con le varie squadre disposte sia sul parterre che sui due piano di balconate. Come lo scorso anno, eravamo in 12, anche se c’è stato un po’ di “reshuffling” tra i componenti del gruppetto con cui sono andato a giocare. Una pulsantiera era gestita in modo dittatoriale, come sempre, dal sottoscritto, mentre l’altra dall’amico blogger, enigmista e scrittore Stefano (il suo libro umoristico “Sempre Cara Mi Fu Quest’Ernia al Colon“, merita non poco), che tra l’altro ha recentemente partecipato al quiz L’Eredità, finendo però eliminato per via di una risposta sbagliata. L’organizzazione, poi, decide di tendermi un altro tranello, proponendo una formula diversa per la serata rispetto a quella prevista, utilizzata anche lo scorso anno. Non più 50 domande secche inedite, ma una prima manche da 40 domande, dalla quale sarebbero uscite soltanto 10 pulsantiere, seguita da un’altra da 10 domande, che ne avrebbe qualificate altre 20. Le 30 pulsantiere rimaste avrebbero così disputato una finale da 10 domande, con i primi 10 premiati. Gran parte della sala (e anche gran parte del mio tavolo purtroppo… pure loro mi remavano contro… :D ), visto che c’era la possibilità di scegliere, ha votato per questa nuova modalità, mentre io facevo parte della minoranza che preferiva quella vecchia. E il modo in cui sono andate le cose dimostra che avevo ragione.

La situazione configuratasi dopo le prime 10 domande seguiva perfettamente le mie previsioni nefaste. Eravamo infatti nella parte bassa della classifica, tra il 35° e il 45° posto (le pulsantiere con cui giocavamo erano due, una ogni 6 giocatori), a causa di una serie di errori madornali. Io però sono un diesel e comincio a carburare dopo un po’, per questo soffro da morire le manche corte. Dall’11a domanda in avanti, infatti, è cominciata una lenta progressione che mi ha portato a trascinare sia la mia che l’altra pulsantiera al quarto e al quinto posto, ottenendo subito la qualificazione per la finale. Con una manche secca da 50 domande, diciamo che il primo posto sarebbe stato abbastanza scontato, visto il tremendo calo che hanno avuto le altre pulsantiere nella parte finale (aggiungo che si è arrivati a 500 punti dai primi, bastava non rispondere stupidamente in modo errato a una domanda relativamente facile). E’ poi un peccato non essere arrivati primi in questa manche di qualificazione. La vittoria, infatti, avrebbe consentito di ottenere un viaggio pagato, con albergo annesso, per le finali nazionali del gioco, che si terranno a Roma all’inizio di Giugno.

The Best of Dr. Why - Cesena - 10/05/2008 (1) The Best of Dr. Why - Cesena - 10/05/2008 (2)

Il primo obiettivo, quello di entrare in finale, è stato così inaspettatamente raggiunto. Certo, potrei dire che ci contavo, ma il mio pragmatismo, unito al solito pessimismo leopardiano, mi imponeva una cautela estrema. Ero però notevolmente preoccupato per la finale, considerando che sarebbe stata cortissima, con sole 10 domande, un limite che io soffro particolarmente. E dopo le prime due domande, infatti, non è che la situazione fosse delle più rosee, visto che si bazzicava intorno all’ultima posizione. Per fortuna, dopo le cose sono cambiate, tanto che si è riusciti a risponderle tutte. La mia pulsantiera, alla fine, è riuscita ad arrivare quarta, a soli 300 punti dal vincitore, mentre l’altra, a causa di una risposta avventata, data senza seguire le mie “direttive” :D , è entrata in zona premio per il rotto della cuffia, classificandosi decima. Abbiamo così vinto due cene da 6 persone, che si trasformeranno probabilmente in una cena da 12, che organizzeremo non so quando. Con molta sincerità, però, devo anche dire che quella sera, le mie palle giravano vorticosamente per non aver vinto. Bastava infatti rispondere un po’ più velocemente ad un paio di quelle domande per recuperare quei 300 punti che mi separavano dalla vittoria del viaggio in Sardegna (mi bastava anche il premio per il secondo posto, quello in Puglia). Vabbè, poco male, alla fine la serata è stata divertente ed è andata meglio di quanto ci si aspettava.

E da un certo punto di vista, forse, è meglio così, perché la vittoria di un viaggio avrebbe sicuramente mandato a catafascio i miei piani per le vacanze di questa estate. Come avevo già detto, infatti, ho intenzione di passare le mie due settimane di ferie ad Agosto in parte in una capitale europea e, per il resto, isolato in montagna a scrivere. In questi giorni ho cominciato a dare un’occhiata agli alberghi di Stoccolma, la città dove voglio passare le prime quattro giornate di vacanza. La Svezia mi incuriosisce parecchio come posto e intendo andarci, senza amici (che mi avrebbero sicuramente dato buca all’ultimo momento), per dare un’occhiata al luogo. Ah, non vado là per le svedesi… anzi, voglio addirittura sfatare un mito. Si dice che le bellissime scandinave vadano pazze per gli italiani e tendano a buttarcisi sopra a pesce quando ne trovano uno. Bene, sono disposto a scommettere anche cifre piuttosto ingenti sul fatto che, con me, le svedesi, non ci proveranno nemmeno. Io non scommetto mai, ma in questo caso sono talmente sicuro di vincere che lo farei volentieri.

Gli altri 10 giorni voglio invece passarli in qualche paesino dell’appennino romagnolo. Uno dei weekend scorsi sono stato su a dare un’occhiata a una manciata di appartamenti che potrebbero ospitarmi in quel periodo. E’ mia intenzione portarmi dietro soltanto il mio PC portatile e il cellulare, per eventuali emergenze, e restare lontano dal caos che ci sarà qui giù al mare ad Agosto. Ritengo infatti sia venuto il momento di scrivere l’episodio pilota di The Twelve, serie che potrebbe essere considerata un mix tra Lost, Twin Peaks e Il Codice Da Vinci, concepita un paio di anni fa per un’azienda che mi aveva richiesto alcune idee seriali, bocciata ai tempi per ragioni di costi, che però io ho sviluppato mentalmente nel corso di questo biennio, modificandola anche in modo abbastanza radicale rispetto al concept originale. E adesso è venuto il momento di buttare giù la “character bible”, ossia la presentazione di tutti i personaggi e di scrivere un episodio pilota. Le idee sono piuttosto chiare e l’unico modo per riuscire a buttarle giù in maniera efficace è quello di farlo nella pace e nella tranquillità che l’ambiente montuoso riesce a dare. Molto probabilmente, però, aspettero fine Luglio/inizio Agosto per chiedere l’appartamento in affitto, perché non vorrei perdere l’ispirazione e trovarmi a passare 10 giorni tra i monti senza riuscire a fare nulla. Staremo a vedere. :)

I falsi miti

May 8th, 2008

Questo post, come avrete notato a una prima occhiata, è piuttosto particolare. Tornano infatti, a più di un anno di distanza, i video podcast (o video log). D’altronde, la telecamera l’ho comprata e per qualcosa bisogna usarla. All’interno del video podcast (visibile anche in alta definizione cliccando sul link indicato sotto la finestra), troverete l’introduzione al post ed il punto n°1. Purtroppo, la stanchezza e il nervoso per l’ennesima tremenda e infernale giornata lavorativa in trasferta (tutto l’entusiasmo iniziale è scemato… non oso pensare come finirà se va avanti così) risulteranno alquanto visibili. Registrarlo nella camera d’albergo, però, era l’unico modo per farlo con tranquillità (a casa, con i genitori nei paraggi, non è facile :D ). Se volete capire quanto ho scritto di seguito, comunque, ve ne consiglio la visione.

http://www.vimeo.com/986736

2)Guardi solo film impegnati“: Anche la credenza che io, essendo cinefilo, guardi soltanto film impegnati, è totalmente errata (la qualità media delle mie visioni mi rende più “cinofilo” che “cinefilo” :asd: ). Io guardo davvero di tutto, ed è questo il mio problema. Poi, più è recente, meglio è, tanto che non mi faccio praticamente scappare nessuna nuova uscita, mentre ho delle tremende lacune per quanto riguarda i classici e tutti quei film che, in teoria, un appassionato di cinema avrebbe dovuto guardare (se vi dicessi cosa non ho mai visto, farei una delle più grosse figure di merda di tutta la mia vita :asd: ). Solo che tendo ad essere molto critico rispetto a quello che vedo e il 90% delle cose per me, è solitamente da buttare via o, comunque, non raggiunge la sufficienza, anche se recentemente, come si può vedere dai voti sulla mia Movies List di IMDB, ritengo di essermi abbastanza ammorbidito nei giudizi. Sono la persona che, quando si tratta di vedere un film con altri, a meno che non l’abbia già visto, si fa meno problemi. Uno vale l’altro, però non mi si può obbligare a smorzare la critica se il film mi ha fatto pena, quello no. In tal caso, un “mi fa schifo” risulta d’obbligo (questo per rispondere all’amica che mi ha detto “Ma se una ragazza ti invitasse a vedere qualcosa tipo Scusa Ma Ti Chiamo Amore o 3 Metri Sopra il Cielo, tu cosa le diresti?” e io “Direi che vado volentieri con lei al cinema, però alla fine della visione, il mio giudizio ultra-negativo se lo beccherebbe tutto”. Lei risponde “Eh no, così non si fa, le devi dire che ti è piaciuto se ci tieni a lei”, e io “Se questa mi giudica male perché ho ritenuto brutto un film che a lei piace, può tranquillamente starsene alla larga, che almeno non si perde tempo. Io le dico questo, ma le dico anche che al cinema ci vado volentieri perché sono in sua compagnia, non di certo per il film. Alla mia schiettezza non posso rinunciare” :D ).

3)Non curi il tuo aspetto“: Anche questa, è una credenza errata. Non lo curo allo spasmo come il 99% dei giovani che conosco, questo sicuramente, ma da qui a dire che non lo curo, ce ne passa. Certo, me ne frego abbastanza di come mi vesto (alla fine il mio abbigliamento estivo/primaverile è polo + pantaloni/jeans, mentre quello autunnale/invernale vede una felpa con cerniera o un pullover sopra la polo/camicia, mentre la giacca vien fuori quando si tratta di partecipare a qualche cena o evento particolare), ma anche qui, dire che non curo il mio aspetto, è una panzana bella e buona. Mi è stato poi anche detto che non curo il mio aspetto perchè d’estate non mi abbronzo, perché non mi taglio i capelli di frequente (lo farei di più se non dovessi spendere 15 Euro a botta dal barbiere, considerando che ho una ricrescita degna di un terreno concimato :D ), e via dicendo. Per fortuna, nessuno ha mai fatto appunti, a parte i miei, sul fatto che abbia qualche chilo in più. A me piace fare sport, soprattutto andare in bicicletta o a correre. Peccato che, col lavoro nuovo, non ci sia assolutamente tempo di fare nulla, anche il Sabato e la Domenica, che vengono perlopiù occupati da tutte quelle cose che prima facevo in settimana e, adesso, non ho chiaramente più tempo di fare. Io alla fine me ne frego, finché rimango stabile e non lievito oltre una certa soglia, va bene così. Nel caso dovessi superare quel limite, beh, il tempo dovrò trovarlo (e comunque, spero di riuscire a fare, non appena ci sarà sufficientemente caldo, almeno un centinaio di Km in bicicletta a weekend). Ho detto tutto questo perché, da un paio di settimane, un’amica, non la stessa di cui parlavo prima, si è messa in testa che, per trovare una ragazza, mi dovrei vestire alla moda (con dei jeans a vita bassa e magliette semi-aderenti, che su uno come me, con la pancetta che ho, stan di sicuro bene… ma bene… :asd: ) e dovrei andare a farmi delle lampade, la pulizia del viso e la ceretta. Così, secondo lei, le ragazze comincerebbero a venirmi dietro. Non dico per quanto ho riso dopo aver sentito tutto ciò e quanto rido ancora a ripensarci. :asd: Ovviamente, anche in questo caso, ho continuato con un “Se una ragazza mi giudica e mi sceglie in base a come sono vestito, beh, vuol dire innanzitutto che deve starmi ad almeno 200 metri, altrimenti scatta un restraining order e, seconda cosa, che hai davvero una considerazione molto alta delle altre ragazze”. Ma mi faccia il piacere. Il problema, però, è che non ha torto, perché la totalità delle ragazze che mi è capitato di conoscere in questa zona, beh, ragiona proprio così. Triste, davvero molto triste. Nonostante ciò, non ho intenzione di fare violenza a me stesso e trasformarmi in ciò che non sono per uno scopo simile, sia mai, tanto i nodi, alla fine, verrebbero comunque tutti al pettine.

4)Dici sempre quel che pensi perché vuoi che gli altri ti considerino antipatico e ti tengano alla larga“: Questa affermazione degna della “sagra delle cazzate” è venuta fuori da un’altra amica, morosa di uno dei amici, a cui ho risposto in modo estremamente sarcastico dopo una sua uscita abbastanza infelice su un argomento che al momento non ricordo. Io sono così, sono una persona schietta, sincera, che non ha problemi a dire quel che pensa anche quando vede e conosce qualcun altro per la prima volta. Perché lo faccio? Perché è nel mio carattere, faccio proprio fatica a essere diplomatico. Per me, addirittura tacere o non fare commenti è alla stregua di una bugia. Io sono poi alquanto sarcastico, ma nel 90% dei casi tutto quello che dico viene preso sul serio, perché resto serio anche quando faccio delle battute. Lo so, spesso molti (molte soprattutto), ci rimangono male e forse dovrei ammorbidire questo lato del carattere, però non vedo cosa ci sia di male a fare commenti ironici, seppure a volte un po’ cattivelli, sugli altri. Che siano loro a prendersi troppo sul serio? Quello che mi consola è che, al secondo o terzo incontro, le persone cominciano già a rivalutarmi, perché capiscono che la mia ironia è a fin di bene e serve a tenere alto il “ritmo” del discorso. Peccato che, purtroppo, col 90% delle persone, non ci sia possibilità di secondo incontro. Certo, l’antipatia può essere un risultato, ma che io lo faccia per questo motivo, beh, è completamente da escludere.

Questi sono i primi “falsi miti” sul sottoscritto che mi sono venuti in mente. Ce ne sarebbero altri, ma li conservo in naftalina per uno dei prossimi post. :D

La cassettina

May 2nd, 2008

I miei primi contatti con la musica sono avvenuti all’incirca a metà degli anni ‘80 attraverso le musicassette. Certo, in casa girava qualche 45 giri di mia madre, quasi tutta roba di Battisti e Baglioni, dischi comprati quando lei era ragazza, ma il mangiadischi era rotto e non era possibile ascoltare nulla. Quando avevo 5 o 6 anni, mia madre mi comprò un registratore da tavolo in modo che potessi utilizzarlo per ascoltare le cassette allegate ai fascicoli dell’Inglese per Tutti, il celebre corso d’inglese della De Agostini. Ma siccome alla fine ero comunque un bambino e mi piaceva fare le cose che facevano tutti i bambini, ci ascoltavo anche le cassette con le sigle dei cartoni animati, quelle della serie Fivelandia, che mi facevo regalare. Oltre ai cartoni, però, pur avendo 5/6 anni, guardavo anche Deejay Television su Italia 1 e cominciavo ad apprezzare anche la musica di quel periodo. Avevo una cugina, di almeno 15 anni più anziana di me, quindi poco più che 20enne, a cui chiedevo di trovarmi i pezzi che più mi piacevano. Questi pezzi, per ovvie ragioni, finivano su delle meravigliose cassettine BASF da 60 minuti, che ascoltavo assieme ai Fivelandia e all’Inglese per Tutti. Purtroppo, non ne possiedo più nemmeno una (probabilmente sono andate perse tra un trasloco e l’altro), quindi mi viene piuttosto difficile ricordare cosa ci fosse sopra. L’unico ricordo che ho, l’unica canzone che sono sicuro si trovasse su una di queste cassette era Such a Shame dei Talk Talk, gran bel pezzo di quel periodo (che ho sempre preferito a It’s My Life, coverata poi alcuni anni fa dai No Doubt).

Tutto questo preambolo per dire che, da un paio di mesi, è comparso in rete muxtape.com, un sito che dà la possibilità di crearsi la propria cassettina virtuale. Pensiamoci bene, alla fine la cassetta può essere considerata una specie di precursore del P2P, visto che alla fine, quando si trattava di quelle registrate dagli amici o dai parenti, il concetto che stava alla base di tutto era sempre quello dello scambio. La blogosfera ha ovviamente accolto molto positivamente questa iniziativa e ha cominciato a creare le proprie cassettine, formate da un massimo di 12 brani, che possono essere caricati sul sito (tralasciamo i discorsi sul copyright… mi sorprende che nessuno l’abbia ancora fatto chiudere). Qualche giorno fa ho finalmente trovato anche io il tempo di crearmi la mia cassettina, composta da una dozzina di canzoni che, per me, hanno un certo significato.

Cassettina

Cliccando sulla cassetta qua sopra, finirete proprio sul mio Muxtape, sulla mia cassettina virtuale. La scelta dei brani è stata fortemente influenzata dall’umore di questo periodo, decisamente malinconico, tanto che la cassetta contiene praticamente tutte ballad, più o meno recenti. Non ho volutamente inserito nessun pezzo dei Queen, di George Michael, dei Pink Floyd, dei Genesis o degli U2, e nemmeno di quelle artiste femminili come Whitney Houston, Mariah Carey o Celine Dion, che mi piacciono moltissimo, ma non si confacevano al mood attuale.

Le canzoni che ho scelto sono quasi sempre legati a determinati periodi della mia vita. E’ la musica, tendenzialmente, la discriminante che mi fa preferire un brano rispetto a un altro, che me lo fa piacere; il testo conta, ma viene dopo (certo, quando ascolto una canzone, anche quello coglie subito la mia attenzione, ma non è la cosa più importante). La scelta di questi pezzi, quindi, è legata più che altro a questioni di musicalità che alle parole, che in alcuni casi, però, quasi per uno strano scherzo del destino, rispecchiano quanto stava accadendo o ciò che pensavo in quel determinato periodo, oppure suscitano ricordi legati a certe persone o eventi. Ho quindi deciso di spiegare il perché ho scelto proprio queste 12 canzoni, che potete ascoltare, se non le conoscete, accedendo al Muxtape (basta cliccare sul titolo della canzone per farle partire).

Rascal Flatts - What Hurts the Most: Questa è la canzone più recente del lotto, una favolosa ballad dei Rascal Flatts, il mio gruppo country (per essere precisi, dovrei dire country-pop) preferito. La canzone, scritta nel 2003 e cantata per la prima volta da Mark Wills, è stata poi coverata da diversi artisti, diventando un successo, almeno al di là dell’oceano, soltanto nel 2006 grazie ai Rascal Flatts. Dotato di un video davvero struggente, il brano ha, ironia della sorte, un ritornello che invita a confessare sempre quanto si ha dentro, prima che sia troppo tardi (non sto a tradurlo, ascoltatela che fate prima :D ), un modo di comportarmi che ho fatto mio da un po’ di tempo, perché spesso è davvero liberatorio.

Damien Rice - The Blower’s Daughter: Questa è una delle più belle canzoni di sempre, uno dei pochi brani che riesce davvero a emozionarmi, un pezzo che avrete sicuramente sentito e strasentito nel corso degli ultimi quattro anni, utilizzato divinamente in una scena del film Closer (l’unica sequenza decente dell’intera pellicola) e che mi aveva dato anche l’idea per un video, nella versione coverata dagli Aeroplanitaliani. Il pezzo, riassunto in poche parole, parla di un amore impossibile e, ironia della sorte, mi ricorda anche il mio amore impossibile, quello che non si porterà mai a compimento qualunque cosa accada. Nonostante ciò, questa è una canzone talmente stupenda, che non riesco a smettere di ascoltarla, anche se i ricordi che suscita sono in qualche modo dolorosi.

Bryan Adams - Please Forgive Me: Qui si torna davvero indietro nel tempo, al 1993. Questa canzone di Bryan Adams, forse la più bella di tutta la sua carriera, mi ricorda il periodo delle scuole medie. Siccome durante le ore di inglese mi annoiavo perché si facevano cose che sapevo e strasapevo, proposi alla professoressa di analizzare, una volta al mese, una canzone di successo; spiegare il significato di ogni frase, delle espressioni gergali e via dicendo. Un’iniziativa che ritenevo avrebbe avuto successo e sarebbe piaciuta anche ai compagni di classe (imparare la grammatica inglese è bello, ma sicuramente noioso; le canzoni permettevano di imparare la lingua senza far annoiare la gente). La professoressa accettò e, mese dopo mese, andammo ad analizzare pezzi come I Will Always Love You di Whitney Houston, The Show Must Go On dei Queen, Everything I Do (I Do It for You) di Bryan Adams (tutti scelti da me, ovviamente… gli altri non avevano voce in capitolo :D ). Please Forgive Me venne bocciato a causa della frase “I can’t stop loving you”, ossia “Non posso smettere di amarti”, che la professoressa considerava troppo osé (lei la interpretava nel senso “fisico”, io consideravo entrambi i sensi, ma le dicevo anche che avrebbe dovuto spiegare che si trattava del sentimento e non certo dell’atto). Poi, vabbè, mi diede anche l’ispirazione per scrivere una scena del racconto/sceneggiatura che cominciai a scrivere in quel periodo, a 12 anni, intitolato Il Diavolo della Città, ma questo è un altro discorso. :D

Craig Armstrong (ft. Elizabeth Fraser) - This Love: Questo pezzo, scritto dal mio compositore di colonne sonore preferito, lo scozzese Craig Armstrong (Moulin Rouge, The Quiet American, Plunkett & Macleane), cantato dalla meravigliosa voce dei Cocteau Twins, mi ricorda un anno piuttosto difficile, il 2002, in cui si concentrarono problemi di ogni tipo, dalle relazioni personali all’università, dal lavoro a molto altro, in cui pure la depressione prese il sopravvento. Anche in questo caso, il ricordo è doloroso, ma il pezzo (utilizzato divinamente, tra l’altro, in una scena di Cruel Intentions) è talmente bello che si sopportano tranquillamente i pensieri tristi che riporta alla mente.

Bon Jovi - Always: Questa meravigliosa ballad mi ricorda il periodo del trasferimento dal Piemonte a Cervia, tra il 1995 e il 1996. Molti non se ne sono mai accorti, ma questa non è una canzone d’amore in senso lato, visto che parla di una vera e propria ossessione amorosa, di un uomo che dice che amerà sempre questa ragazza che lo ha lasciato (lo stupendo video, che vede tra i suoi interpreti anche Carla Gugino e Keri Russell, spiega perfettamente il testo). Per finire, una curiosità: la canzone doveva essere inclusa nel film Romeo Is Bleeding (da qui la prima frase del pezzo, “This Romeo is bleeding”), un bellissimo noir del 1993 diretto da Peter Medak, con Gary Oldman, Roy Scheider, Lena Olin e Juliette Lewis, diventato Triplo Gioco in Italia, ma venne scartata dai produttori. Per fortuna, dico io, visto che non c’entra una beneamata ceppa con il film.

Evanescence - Anywhere: Questa canzone è degli Evanescence è contenuta nel loro primo album, Origin, che risale al 2000 e non è mai uscito ufficialmente in commercio. Un pezzo davvero meraviglioso, magari abbastanza semplice (ma accattivante) musicalmente, e dotato di un testo davvero straordinario, tanto che lo ritengo il miglior brano cantato da Amy Lee. Meriterebbe di essere ripreso per un nuovo album, magari con una musica diversa. Ah, la canzone mi ricorda l’inizio del 2003, un periodo fortunatamente abbastanza tranquillo per il sottoscritto.

Lauren Christy - The Color of the Night: Questo pezzo che era la title track della colonna sonora di un film orrido, Il Colore della Notte, con Bruce Willis e Jane March (lo vidi per la prima volta a 13 anni e mi piacque, l’ho rivisto un paio di anni fa e ho capito due cose… che era una pellicola davvero tremenda e che mi piaceva solamente perchè la March, protagonista di L’Amante, passava metà del film quasi completamente nuda), è stata la canzone che mi ha ispirato, alla fine del 1999, la mia unica sceneggiatura terminata, Motherless Town. E’ strano, davvero, ma mi ha suggerito gran parte dei personaggi e delle situazioni che compaiono nello script.

Evanescence - Missing: Un altro pezzo abbastanza inedito degli Evanescence, uscito prima come B-side di un loro singolo e poi, nell’indifferenza generale, assieme al loro live Anywhere But Home. Una canzone quasi trip-hop, totalmente differente dallo stile delle altre canzoni di Amy Lee e soci, che mi ha dato l’idea per un video, piuttosto ambizioso dal punto di vista della realizzazione tecnica (l’ultimo minuto contiene diversi effetti speciali), che però potrei decidere di girare se riesco a pianificare tutto come si deve. Ah, questa mi ricorda l’estate del 2003, anch’essa abbastanza tranquilla, come la parte iniziale di quell’anno.

Staind - Epiphany: Questa ballatona malinconica degli Staind, quasi acustica, mi ricorda invece sempre il 2002, anno estremamente difficile per il sottoscritto. Ma anche in questo caso, è venuta talmente bene che, ogni tanto, il ricordo doloroso lo si può sopportare.

Skunk Anansie - Secretly: Questo bellissimo pezzo degli Skunk Anansie mi ricorda invece gli anni del liceo e di AVOC, la creazione di cui vado più fiero. Un periodo relativamente felice (dico sempre “relativamente” perchè alla fine mancava sempre quella cosa che la felicità avrebbe potuto renderla “completa”).

Michael Bolton - Go the Distance: Questa canzone, tratta dal film Hercules, un inno a non arrendersi mai e a perseguire i propri obiettivi, è cantata da un Michael Bolton in forma strepitosa e, come Secretly, mi ricorda sempre il periodo del liceo e di AVOC.

Cher & Peter Cetera - After All: Questo brano, invece, ha una storia piuttosto strana. Uno dei film che mi piaceva di più quando avevo 10/11 anni, si intitolava Uno Strano Caso, diretto da Emile Ardolino, il regista di Dirty Dancing, e interpretato da un giovanissimo Robert Downey, Jr. e da un’ancora piacente Cybill Sheperd. La storia era quella di un giovane avvocato, fidanzato e con una compagna incinta, che muore in seguito a un incidente, finisce in Paradiso, ma si reincarna immediatamente in un bimbo appena nato. Venti anni dopo, questo ragazzo, fidanzato con una sua coetanea, viene invitato da lei a casa sua per fare conoscenza con i genitori. Una volta giunto nella casa, dopo aver visto la madre di lei, il ragazzo comincerà a ricordare chi era nella sua vita precedente e sarà diviso tra i sentimenti per la sua precedente compagna e per quella che, in un certo senso, è sua figlia (tranquilli, non è incesto biologico). Una gran bella commedia romantica, che riesce a essere sia divertente che malinconica in alcuni momenti, che nella sequenza finale e nei successivi titoli di coda era accompagnata proprio da questo pezzo, una “love song” in piena regola, dotata di quello stile tipico dei pezzi usati come colonna sonora di quei film negli anni ‘80. Mi ricordavo la melodia e pure gran parte del testo, ma incredibilmente non il titolo. Qualche giorno fa mi sono imbattuto per caso in questa canzone e mi sono rimesso ad ascoltarla piuttosto spesso, inserendola addirittura nella playlist dell’iPod. Era inevitabile, visti i ricordi piacevoli che mi suscita, che finisse anche nel Muxtape.

Prove di alta definizione

April 26th, 2008

Io ho un gigantesco punto debole. Quando mi metto in testa che devo comprare qualcosa, niente o nessuno mi può fermare. Posso magari rimandare l’acquisto per motivi economici, perché decido di resistere o per altre ragioni, ma alla fine l’oggetto entra sempre in casa mia. Ciò era accaduto con l’iPod Touch, a cui avevo resistito per un annetto, per poi calare le braghe nel giro di tre giorni, così è avvenuto con quello che mi sono auto-regalato per il compleanno, una bella videocamera ad alta definizione Panasonic HDC-SD5. Avrei già dovuto regalarmela lo scorso Settembre, ma l’indecisione generale (”Se la prendo, poi la uso? Non la uso? La metto lì a marcire?”) e l’incidente in macchina che mi fece sborsare 1500 €, mi indussero a rimandare l’acquisto. Un paio di settimane fa, dopo averla vista in offerta sul volantino di una nota catena di superstore dedicati all’elettronica, mi è nuovamente salita la scimmia (che significa “Ho tre giorni di tempo per comprarmela, poi mi passa la voglia”).

Panasonic HDC-SD5

Così, Sabato mattina, il giorno precedente al compleanno, esco presto per andare alla ricerca della videocamera in uno dei due punti vendita della catena presenti in zona. Arrivo là, chiedo informazioni ma, come potevo quasi presagire, l’oggetto era terminato. Mi lascio prendere un attimo dallo sconforto, ma poi decido di dirigermi verso Cesena per vedere se la trovo, allo stesso prezzo, in qualche altra catena del genere. La ricerca ha ovviamente esito negativo, perché certo, qualcuno ce l’ha, ma la fa anche pagare il 20% in più. Un po’ affranto, me ne torno a casa e, arrivato davanti al computer, ricordo che la catena che ce l’ha in offerta ha anche un altro punto vendita a Ravenna. Decido quindi di telefonare, scopro che glien’è rimasta soltanto una, quella in esposizione e, nonostante avessi un minimo di timore di trovare qualche difetto nell’oggetto (proprio perché era quello esposto), decido comunque di farmelo bloccare. Vado così là nel pomeriggio, tiro fuori la carta di credito, mi tolgo il dente e il dolore spendendo 680 € (599 € di videocamera, 40 € di scheda di memoria, 20 € della borsettina per portarla e 11 € di estensione di garanzia, senza contare che a breve dovrò spendere altri soldi per un’altra scheda e per il faretto utile nelle riprese notturne), la prendo e me la porto a casa.

Così, ho cominciato ad usarla. Me la sono portata dietro in una serata al pub per provarla in condizioni di illuminazione scarsa o quasi assente, ma l’ho anche usata durante la gitarella del 25 Aprile al castello di Gradara con un gruppo di amici. Chiaramente, la mia intenzione è quella di riuscire a utilizzarla, prima o poi, per girare un corto o un paio di video musicali che ho in mente da un po’. Purtroppo, mi sa che per questo dovranno passare diversi mesi, anche perché sono una persona piuttosto precisa e voglio pianificare bene le riprese per riuscire a farle come si deve e nel minor tempo possibile. Gli impegni, soprattutto lavorativi, sono tanti, e il tempo libero è poco.

Quelli che trovate qua sotto sono una manciata di filmati in alta definizione selezionati tra il materiale che ho girato nelle due occasioni (c’è anche la versione a bassa risoluzione, messa online su YouTube, del filmato girato nella prima serata). Sono totalmente “unedited”, soprattutto per quando riguarda il linguaggio (la manica di cazzate che sentirete non ha eguali :asd: ). Ho dovuto usare Vimeo perché è l’unico servizio di video sharing che conosco a supportare l’alta definizione in modo nativo. Purtroppo il loro player non è concepito molto bene, tanto che cliccando sul filmato non finirete, come accade con YT, sulla pagina originale. Per questioni di comodità, ho infatti messo il link alla pagina originale sotto ogni filmato. Cliccate su quello, poi su Full Screen nella parte in basso a destra del nuovo player che si aprirà, per vederli a tutto schermo in alta definizione (a risoluzione 1280×720).

(Cliccate sul link qua sotto per visualizzare i filmati)
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In TV non ci vogliono

April 20th, 2008

Come avevo già detto qualche settimana fa, quest’ultimo è un periodo un po’ interlocutorio. Pochi spunti, poche cose da dire o di cui parlare, un grigiore generale che intorpidisce l’umore, lo rende molto più nero e triste del solito, cosa per nulla piacevole. Sarà che, cominciando a lavorare in orari da persone normali (anche se, purtroppo, nelle ultime settimane, mi è toccato spesso uscire tardi dall’ufficio, oltre alle trasferte che mi portano via da qui, impedendomi le poche uscite serali che erano diventate una felice consuetudine da un annetto a questa parte), sto entrando nella classica abitudinarietà che è uno dei tanti mali della società moderna. Il lavoro, purtroppo, ha cominciato a far vedere i primi lati negativi, mostrandosi in modo piuttosto differente da come era stato dipinto. Certo, dopo soli due mesi e mezzo è difficile dare un giudizio reale, ma la prima impressione non è delle più positive. Vedremo come si evolveranno le cose, spero seriamente in meglio. Poi, vabbè, io sono un pazzo e mi tengo impegnato con gli altri lavoretti sia nelle poche serate libere, in cui però non c’è la possibilità di uscire con gli amici, sia nei weekend come questo, in cui dovrei cercare di riposare (soprattutto questo, in cui c’è stato il giorno del mio compleanno).

Vi chiederete cosa significa il criptico titolo di questo post. Beh, lo scorso weekend sono infatti stato a Urbino a registrare il demo di un programma radio che, se tutto andrà bene, potrebbe materializzarsi presto su una web radio e il suo titolo è proprio “In TV non ci vogliono”. Il demo lo potete ascoltare anche voi qua sotto, cliccando sul pulsante Play (dura all’incirca una mezz’oretta, ma non fatevi problemi a mandarlo avanti durante le due canzoni presenti all’interno).

N.B.: Questa è la versione “unedited” del demo. Noterete infatti volumi che si alzano e si abbassano alla cazzo, fuori onda non voluti e altre cose, che ovviamente non compariranno nel prodotto finale. Appena mi passeranno la demo sistemata a dovere, la sostuirò.

Quello che mi preme dire è che questo demo, come capita anche nei videogiochi, non rispecchia la qualità del prodotto finale. A causa della mancanza di tempo per prepararlo, infatti, ci siamo ritrovati a improvvisare quasi tutto, dagli argomenti alle gag. Le intenzioni per quanto riguarda il programma “vero” sono piuttosto ambiziose: l’idea, infatti, è quella di creare un crossover tra un varietà radiofonico alla Viva Radio 2 e un programma informativo che parli di argomenti “geek”, dal cinema ai videogiochi, dalla musica ai gadget tecnologici, e così via, parlando di queste cose in modo divertente, anche attraverso imitazioni, scenette con personaggi imitati o creati a hoc, parodie di canzoni e molto altro. Se avete ascoltato il demo, noterete soltanto la presenza dei “dialoghi divertenti” tra me e il co-conduttore, l’amico Luca, ex-socio nella mia prima avventura sul web, la mitica AVOC (sono già passati 11 anni da allora), che dovrebbe accompagnarmi, se la cosa andrà in porto, in questa nuova avventura web-radiofonica. Le cose da aggiustare sono parecchie, dalla lunghezza degli interventi (c’è poco da fare, quando io comincio a parlare di qualcosa, non mi si riesce più a fermare :D ) alla gestione degli argomenti, passando per altro, ma sono cose che ritengo si metteranno a posto nel tempo. Manca totalmente la parte “creativa”, quella dedicata alle scenette, alle imitazioni (ma non alle canzoni, il perché lo scoprirete ascoltando il demo), ma posso dire che sto preparando una serie di personaggi, alcuni totalmente inventati, altri semplici imitazioni, davvero divertenti. Ah, dimenticavo, il programma, per ovvie ragioni (visto che è una cosa fatta per puro divertimento e non certo un lavoro), andrebbe in onda il Sabato pomeriggio.

Che dire, quindi. Ascoltate e dite pure la vostra nei commenti (io, che sono severissimo con me stesso, dopo essermi riascoltato, mi sono dato una semplice sufficienza).

EDIT: Ho aggiunto la versione editata, la trovate qua sotto. I volumi sono stati corretti, ma i fuori onda sono spariti. Ahimè. :D

Viva Radio 2

April 9th, 2008

Premessa: anche questa volta, la sfiga si stava per mettere di traverso. Venerdì scorso mi sveglio, pronto a partire per Roma, vado in bagno, mi guardo allo specchio e noto di essere completamente ricoperto di macchioline rosse, dalla testa ai piedi. Tenendo conto che venivo da quattro giorni in cui praticamente non mi reggevo in piedi, a causa di un mix devastante di mal di testa, torcicollo, mal di schiena, digestione difficoltosa e via dicendo, ed anche Venerdì mattina non è che fossi esattamente al massimo della condizione, ho pensato che forse avrei dovuto restarmene a casa. Peccato che un’occasione del genere (quella di cui andrò a parlare) non capiti esattamente tutti i giorni, motivo per cui ho deciso di fare un bel gesto dell’ombrello alla sfiga e di partire, seppur in condizioni abbastanza indecenti (la pagherò, ne sono certo, quella è estremamente vendicativa… :D ).

Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (1) Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (2)

Mi ritengo una persona che non ha idoli, almeno nel mondo dello spettacolo. Certo, ci sono diversi personaggi che stimo moltissimo e che seguo in ogni loro apparizione, ma non mi ritengo un fan, visto che comunque cerco di mantenere sempre un certo senso critico nei loro confronti. Fiorello, come avevo già detto nel post che avevo dedicato lo scorso anno al suo spettacolo teatrale, è senza dubbio uno di questi. Lo ritengo un vero e proprio intrattenitore, un artista completo, che è in grado di fare praticamente tutto, dal cantare al fare imitazioni, dal far ridere a recitare (leggetevi il vecchio post, in cui spiegavo un bel po’ di cose sul perché lo apprezzo). Inutile dire che quando l’amico Luca, qualche settimana fa, mi ha detto “Ci sarebbe la possibilità di andare a vedere Fiorello e Baldini in studio, a Viva Radio 2″, io ho risposto “Sulla poltroncina è già stato scolpito il mio nome, vero?”. E così, Venerdì scorso, di prima mattina, parto per Roma assieme ad altre tre persone per assistere alla diretta delle 13:40 di questo programma radiofonico che seguo tutti i giorni (l’altro è Deejay Chiama Italia su Radio Deejay). Il viaggio va abbastanza bene, a parte un po’ di coda una volta entrati a Roma. Arriviamo in hotel verso le 11 (eravam partiti alle 6:30), ci diamo una rinfrescata, quindi chiamiamo un taxi per essere portati davanti alla sede storica della RAI, quella di Via Asiago 10, dove oggi ci sono gli studi di Radio RAI (Viale Mazzini, la sede col cavallo, è a 5 minuti di camminata da qui). Le guardie ci dicono che fino alle 12:30 non è possibile entrare, per cui andiamo a farci un giretto. Il problema è che, avendo tra le mani un bel vassoio pieno di pesche romagnole ripiene di cioccolata, portate come regalo per Fiorello e Baldini, camminare non è esattamente la cosa più agevole. Comunque, attendiamo che sia l’ora e ci ripresentiamo alla RAI. Grazie a potenti mezzi che non è possibile rivelare (ci sono addirittura venuti a prendere alla porta), entriamo senza dover fare nemmeno un minimo di coda e veniamo accompagnati vicino al portone dello storico Studio B, quello in cui si tenevano gli storici concerti della RAI negli anni ‘50/’60 e da cui adesso si trasmette Viva Radio 2. Purtroppo, non è possibile entrare fino alla fine delle prove e, quindi, aspettiamo in corridoio, dove incrociamo, in uscita dallo studio, il mitico maestro Enrico Cremonesi e tutti i membri della band che suona nel programma (non siamo stati né transennati, né confinati da nessuna parte, eravamo praticamente liberi di muoverci).

Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (3) Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (4)

Le foto mostrano che il mio stato fisico non era esattamente dei migliori, anzi… tendeva proprio al pessimo.

Poco dopo le 13, entriamo nello studio. La cosa bella è che siamo in prima fila, a poco più di un metro dal bancone centrale dal quale parlano i due conduttori, ed i posti sono riservati a nostro nome (d’altronde, un abbonato ha sempre un posto in prima fila :D ). Dopo un po’, lo studio comincia a riempirsi sia di pubblico, sia dei collaboratori del programma. Fiorello e Baldini arrivano solo due minuti prima dell’inizio della trasmissione, con l’ospite Valerio Mastandrea (il giorno prima c’è stata la Bellucci… Lunedì scorso la Canalis… subito il giorno con Mastandrea ci doveva capitare :D ), che è poi anche il primo a mangiarsi una delle pesche romagnole che abbiam portato. Il programma va avanti come sempre, anche se si nota che sia Fiorello che Baldini hanno la testa un po’ da qualche altra parte. Al termine, alle 15, vengono registrati anche gli spezzoni per la puntata speciale della domenica successiva, quella del meglio della settimana (in onda dalle 11 alle 12:30) e per la sveglia, il riassunto della puntata appena andata in onda, trasmesso il giorno dopo al mattino alle 7. Alla fine della registrazione, Baldini scappa subito via, mentre Fiorello resta qualche decina di secondi in più per parlare con un collaboratore, poi esce semi-scortato da una guardia in mezzo alla folla. Ed è a questo punto che, seppur in condizioni psico-fisiche indecenti, devo fare una cosa.

Con noi doveva esserci un amico, Stefano, che alla fine non è potuto venire perché si è ammalato. Il ragazzo è uno dei due autori di un libro molto divertente, intitolato Sempre Cara Mi Fu Quest’Ernia al Colon (per gli amici: Fincipit) e voleva regalarne una copia a chi di dovere. Visto che non c’era stata possibilità di darglielo né prima della trasmissione, a causa dell’arrivo tardivo, né durante (e sono stato per tutto il tempo con il libro ben in vista, sulla gamba destra), non avevo molte altre alternative. E così, mi butto in mezzo alla folla, blocco la guardia con un braccio e con l’altro fermo Fiorello, dicendogli: “Fiore, avrei un libro da regalarti. E’ da parte di un amico che non è potuto venire qui perché si é ammalato…”. Lui lo prende, mi chiede di che si tratta, io glielo spiego, lui ne prende atto e poi se ne va. Missione compiuta. :) Dovesse mai parlare del libro in radio, potrò dire che è per merito mio. :D

Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (7) Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (8)

Io sono quello cerchiato in rosso. Purtroppo, la risoluzione del filmato da cui ho scattato queste immagini non è dipendente dalla mia volontà.

Mi sono divertito molto (d’altronde, lo faccio normalmente semplicemente ascoltando, figuriamoci partecipando come pubblico e dalla prima fila) e, anche se forse ho beccato una giornata un po’ interlocutoria, sia a livello di verve dei due conduttori che di ospite, sono comunque molto contento dell’esperienza, che spero di poter ripetere magari in Autunno, se la trasmissione andrà ancora in onda. Non ho né foto né filmati perché in RAI non è possibile usare né fotocamere né telecamere, ma se andate sul sito ufficiale di Fiorello, nella pagina di U Tubbu (lo YouTube alla siciliana :D ), trovate il video della puntata di Venerdì 4 Aprile, in cui compaio pure io, anche se solo per una manciata di secondi e a lato dello schermo. :D Magari appena ho tempo, posto un paio di schermate, anche solo per arricchire sto post tutto testuale.

Dopodichè, la gita a Roma si è protratta fino al pomeriggio successivo. Ne ho approfittato per andare a vedere un po’ di monumenti storici, cosa che non avevo fatto due anni fa nel periodo in cui avevo vissuto nella capitale. Venerdì sono stato a San Pietro, a Castel Sant’Angelo e nelle tombe vaticane (tutte cose che mi serviranno per ciò che voglio scrivere durante le ferie ad Agosto, come dicevo la volta scorsa), oltre che in Piazza di Spagna, mentre Sabato mattina siamo andati al Colosseo, ai Fori Imperiali, al Campidoglio, a Campo de’ Fiori, a Piazza Navona ed al Pantheon. Una serie di camminate massacranti, ancora più devastanti considerando che le mie condizioni fisiche erano davvero oscene, ma alla fine la gitarella è stata comunque piacevole.

Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (5) Viaggio a Roma (Viva Radio 2) - 04/05 Aprile 2008 (6)

P.S.: non ci sono foto perché non sono molto capace come fotografo, per cui devo attendere che le persone che erano con me mi diano quelle che hanno scattato loro. Finché non avrò la videocamera dei miei sogni, difficilmente vedrete resoconti “visivi” dei viaggi che racconto, mi spiace. :)